Descrizione
«Un concorso letterario che sappia dare degna rilevanza ad un cittadino che ha illustrato la nostra comunità in molteplici ambiti professionali e di interesse, riuscendo a dare contributi scolpiti nella storia della nostra Vasto». Con queste parole il sindaco Francesco Menna ha commentato l’istituzione del “Premio Internazionale Luigi Marchesani Città del Vasto”, progettualità culturale promossa dal Comune di Vasto in collaborazione con la Società Vastese di Storia Patria, intitolata proprio al Marchesani, e con il patrocinio dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Il nome di Luigi Marchesani è fortemente evocativo per la comunità vastese. Nato a Vasto dal notaio Francescantonio e da Elisabetta Giacomucci, dopo aver percorso privatamente i primi gradi di studio, si iscrisse all’Università di Napoli dove si laureò in medicina e in chirurgia. Rimase fino al 1841 nella capitale partenopea dove esercitò la professione in diversi ospedali, aprì un’università privata di medicina e si dedicò alla ricerca scientifica pubblicando numerosi saggi medici. Dopo essere ritornato nel suo paese natio, dove svolse la missione di medico ininterrottamente fino alla morte, su sollecitazione della municipalità nel 1841 pubblicò “La storia di Vasto”, frutto di svariati anni di lavoro, prima storia organica della città che riuscì a porre Vasto al centro del panorama storico-culturale europeo annoverando anche la visita del grande Theodor Mommsen e di altri famosi archeologi europei. Nel 1844, a conclusione di una lunga collaborazione d’intenti con l’allora sindaco Pietro Muzii, aprì la struttura dell’ospedale cittadino, assumendovi le responsabilità di direttore sanitario, di chirurgo e di amministratore. Nell’ospedale esercitò anche la funzione di anatomopatologo inaugurando la pratica delle autopsie. L’interesse per l’archeologia lo portò a mantenere una fitta corrispondenza con importanti studiosi del tempo, a raccogliere materiale e infine ad inaugurare, nel 1849, il primo Museo Archeologico d’Abruzzo, di cui divenne direttore, esigenza che aveva previsto già nella scrittura de “La storia di Vasto”. Dal 1853 al 1868 pubblicò “Esposizione degli oggetti raccolti nel gabinetto archeologico comunale di cose patrie”, in quattro volumi. Morì il 3 luglio 1870 lasciando nella cittadinanza un generale rimpianto.
«Questa iniziativa – hanno proseguito l’assessore alla Cultura Nicola Della Gatta e la Presidente della Società Vastese di Storia Patria, Gabriella Izzi Benedetti – nasce dal desiderio di onorare la poliedricità di questo figlio della nostra comunità che, in un’epoca segnata da profondi mutamenti di ordine storico e sociale, ha saputo mettere la propria conoscenza e la propria esperienza a servizio dei vastesi determinando la nascita di istituzioni comunitarie rilevantissime quali l’Ospedale Civile e il Gabinetto Archeologico».
Il Premio è articolato nelle seguenti sezioni: libro edito di saggistica; testo pubblicato su rivista scientifica; articolo su giornale o pubblicazione periodica. Tutti i testi di cui sopra, in italiano o in inglese, dovranno trattare argomenti medico-scientifici o storico-archeologico-letterari in linea con il percorso umano e professionale di Luigi Marchesani. Tutta la documentazione prevista dal Bando disponibile sul sito del Comune di Vasto (scorrere verso il fondo della pagina per scaricare l'allegato) dovrà essere inviata all'indirizzo e-mail premioluigimarchesani@comune.vasto.ch.it entro e non oltre le ore 24:00 del 23.03.2025. La cerimonia di premiazione si terrà a Vasto il 10.06.2025.
«L’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara – ha commentato il Prorettore, prof. Carmine Catenacci - è ben lieta di partecipare con le proprie competenze scientifiche e culturali a un'iniziativa di valore quale il “Premio Internazionale Luigi Marchesani Città del Vasto”, nel segno di una sempre più fattiva collaborazione del nostro Ateneo con le istituzioni e le forze culturali più vive del territorio. Di particolare interesse è la focalizzazione su Luigi Marchesani, personalità originale di medico e dotto, il cui innovativo impegno nell'ambito medico-scientifico fu sempre affiancato e, direi, rafforzato dai suoi interessi nelle discipline storico-sociali: una figura paradigmatica di medico umanista, di cui oggi più che mai, di fronte agli straordinari della tecnologia, si avverte la necessità».
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Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2025, 19:36